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Chi lo può richiedere

  • I genitori lavoratori dipendenti - compresi quelli con contratto di apprendistato - di amministrazioni pubbliche e di privati datori di lavoro, nonché ai soci lavoratori di cooperative.
  • I genitori operai agricoli a tempo determinato, ai genitori lavoratori stagionali a termine e ai genitori lavoratori dello spettacolo a tempo determinato.
  • I genitori lavoratori iscritti alla gestione separata (lavoratori a progetto e categorie assimilate come i collaboratori coordinati e continuativi presso la P.A. e i titolari di assegno di ricerca). Per queste categorie il periodo massimo di congedo parentale fruibile è pari a 3 mesi, anche frazionabile, da utilizzare entro il 1° anno di vita del bambino. Il congedo parentale spetta solo se tali lavoratori non risultano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e se non pensionati (art. 1, comma 788, L. 296/2006).
  • Le madri lavoratrici autonome che abbiano effettuato il versamento dei contributi relativi al mese precedente quello in cui ha inizio il congedo (o una frazione di esso) e che vi sia l’effettiva astensione dall'attività lavorativa. Per queste lavoratrici il congedo parentale spetta per un massimo di 3 mesi entro il 1° anno di vita del bambino. In caso di adozione e affidamento, sia nazionale che internazionale, il congedo parentale è riconoscibile per massimo 3 mesi entro un anno dall'ingresso del minore nella famiglia.
  • I genitori liberi professionisti, iscritti alla gestione separata, purché abbiano almeno 3 mensilità di contribuzione piena nei 12 mesi precedenti al congedo. Il rapporto di lavoro deve essere in corso al momento del congedo e la madre o il padre devono effettivamente astenersi dalla prestazione professionale.
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